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Coppia, Intimità e Perversione
Carlo Rosso°, Maura Garombo°, Luca Ostacoli°*, Pier Maria Furlan°*
°SISPSe – Società Italiana di Sessuologia Clinica e Psicopatologia Sessuale
*Dipartimento Universitario di Salute Mentale Vb, Azienda Ospedaliera S. Luigi Gonzaga / A.R. USL 5


Oggi sono sempre di più le coppie che si rivolgono a consulenti sessuologi o psicoterapeuti per capire se sono “compatibili” o “incompatibili”, per chiarire come mai, dopo fidanzamenti pieni d’amore, adesso si ritrovano così privi di stimoli e di interessi, o sentono una irritazione di fondo nel loro rapporto che appare sproporzionata rispetto a quanto può essere spiegato osservando i fatti. Normalmente almeno uno dei due, se non tutti e due i membri della coppia, sa “spiegare” i suoi malumori con una serie di osservazioni sui “difetti” e le “mancanze” dell’altro, e sostiene implicitamente che “basterebbe che ...” l’altro cambiasse in alcuni comportamenti e tutto si risolverebbe, e però questo non avviene mai, o se avviene non è mai abbastanza; altre volte invece vi è una perdita di interesse o un disagio diffuso, di cui non si riesce a trovare nessuna spiegazione obiettivabile, e che solleva il dubbio se il rapporto può avere un futuro oppure no. In tutti questi casi le coppie tendono a ragionare in termini molto concreti, di quali sono le colpe proprie e dell’altro, di cosa si è fatto e cosa no, si fanno confronti con altre persone conosciute, ecc. Per quanto ci si ragioni però il disagio continua, talvolta fino a sentire l’inutilità di ogni ulteriore discussione. Uno degli esiti più frequenti è un senso di delusione e di perdita di interesse. Ci si trova nell’alternativa se rompere il rapporto ed eventualmente ricostruirsi una relazione nuova, oppure decidere di mantenere il rapporto, ma con una persona con cui non si prova più veramente il piacere di vivere insieme. Diventa sempre più evidente che i conflitti non sono risolvibili “ragionando”, cercando colpe e spiegazioni, nè da soli nè insieme. La nostra tesi è che questo avviene perchè il problema si colloca ad un livello diverso, con un linguaggio diverso.
Quando infatti si passa da un registro che, per quanto emotivamente possa anche essere intenso, è tuttavia superficiale, come nella “luna di miele” o per buona parte del fidanzamento, ad un registro di relazione più intima, la vera natura dell’incontro tende a spostarsi dai tratti esterni (come l’estetica, i comportamenti, ecc.) a quelli interni, diventando sempre di più l’incontro dei loro nuclei fantasmatici, in una comunicazione sempre più diretta tra i loro inconsci. Per poter mettere in luce la vera natura del problema di coppia è perciò necessario passare dal livello concreto al linguaggio del mondo interno, non logico ma analogico, che si esprime attraverso l’esplicitazione delle proprie aspettative, delle fantasie, delle immagini e delle sensazioni corporee, non per “ragionarci”, ma per farle esprimere ed incontrare tra di loro.
Lo scopo di questa riflessione non è quello di affrontare il problema in termini terapeutici, quanto di cercare di chiarire, dopo una breve disamina dei concetti di coppia e di intimità, cosa sono le fantasie ed il loro ruolo nelle relazioni, con una particolare attenzione alle componenti “perverse”. 

Per ottenere la versione completa dell'articolo rivolgersi alla Segreteria SISPSe: C.so Stati Uniti 57, Torino - Tel. 011-5171853



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